Mario Soldati, il primo giornalista di enogastronomia

Partendo dalla sterminata produzione letteraria e cine­televisiva di Soldati, gli organizzatori hanno individuato alcuni temi di interesse che costituiranno spunti di riflessione e l'aspetto culturale di questa edizione.

Prima di tutto la memoria, soprattutto del cibo genuino e semplice, e la considerazione su come sono mutati i nostri consumi e abitudini alimentari. Parlando di territorio, il Borgo Sant'Andrea è per vocazione storica il luogo riminese dell'ospitalità; in passato punto di arrivo e accoglienza per i viandanti, dove fino a tempi recenti si trovavano numerose trattorie e locande. Osterie alla buona, come tante tra quelle descritte da Mario Soldati nei suoi racconti, e che torneranno a vivere, nei giorni della festa, e ad essere luoghi di ristoro e di incontri.

“Viaggiare è conoscere, e il modo più facile, più diretto di arrivare a conoscere un paese è praticare la cucina della gente che lo abita. Nei cibi e nella maniera di cucinarli c'è tutto”. Mario Soldati ha percorso ed esplorato la nazione intera, ha documentato e fatto conoscere l'Italia minore, ricca di tradizioni culinarie, di tesori artistici, ambientali e paesaggistici, mentre era in atto un grande cambiamento epocale. Di questo immenso patrimonio narrativo e documentaristico, si è scelto di concentrarsi sulle inchieste relative ai territori e alle valli del Po. La scelta è stata effettuata tenendo conto di un'altra memoria, quella dell'acqua e della viabilità fluviale, un tempo di primaria importanza per molte città italiane. Di questa realtà ormai in estinzione, e con essa un'intera economia rurale e dipesca, si vuole ragionare e cogliere le ultime tracce prima che scompaia del tutto. Lo spunto viene anche da alcune ricerche recenti, effettuate da un paio di scrittori contemporanei, che hanno a loro volta compiuto un viaggio in barca sul Po, e pubblicato libri alla scoperta di sapori, genti e leggende del Grande Fiume. Da qui l'idea di allestire una festa che di Soldati colga la semplicità, il gusto per la tavola semplice, il piacere di un buon bicchiere di vino, magari la rievocazione di un cinemino anni Cinquanta, un campo da bocce.

Una festa che nel week end del 10­11 ottobre e nella festa di San Gaudenzo del 14 vorrà essere di tutti, soprattutto di chi non abita a Rimini, offrendo un programma culturale interessante e un offerta eno­gastronomica di qualità.