Eventi speciali
Giovanni Pascoli, il nostro Giovannino

- Mostra -
In collaborazione con Comune di San Mauro Pascoli
e Fondazione Domus Pascoli
Sabato 10 Ottobre - ore 17, nella Sala Don Pippo,
inaugurazione mostra
Il giovane Pascoli attraverso le ombre della giovinezza
Domenica 11 ottobre 17.00
Piazza Mazzini – Sala Don Pippo: Conferenza sul Pascoli “Cosa ci faceva il Pascoli a Rimini? – I rapporti del grande Poeta con Rimini e la Romagna.”
- Recital -
Martedì 13 Ottobre, ore 21 Salone Casa di riposo “Valloni”, via Bilancioni
“L’Avvento ” di Giovanni Pascoli letto dall’attore Raoul Grassilli
Introduzione di Giampaolo Proni
La sua poesia, così antica e così sperimentale allo stesso tempo, attirò rapidamente l’attenzione del pubblico, affascinato dalla musicalità e dalla profonda sincerità in essa armoniosamente presenti; ma a renderla sorprendente c’era anche qualcos’altro: quei versi raccontavano di un uomo nuovo che di fronte alla sofferenza, sua e di tutti, chiede comprensione e pietà, senza far appello o rifugiarsi in nessuna visione totalizzante e rassicurante. Il Pascoli raggiunge le vette del disincanto e della limpidità anche grazie alla travolgente ed estrema esperienza politica e di vita, accumulata nell’adolescenza e nella giovinezza, e che gli offrì una conoscenza diretta e privilegiata delle possibilità e delle debolezze umane. 
Tanti convegni, in occasione degli anniversari pascoliani, e tante ricerche sono stati dedicati alla sua poesia, italiana e latina, e all’esegesi dantesca, ancora troppo poco, invece, si è fatto per capire e valorizzare la sua disponibilità all’impegno politico e sociale. Tutta la vita del Pascoli è attraversata da una attività incessante, fatta non solo di elaborazione ma anche militanza - il più delle volte lancinante -, all’interno della variegata e confusa galassia del movimento socialista italiano. La sua passione e sensibilità lo portarono a dibattersi fra le opposte sponde di questo mare. Da ragazzo, e poi da giovane universitario a Bologna, scegliendo la causa dei poveri – che allora infuocava la “meglio gioventù” - si trovò a fianco degli Internazionalisti, tra coloro che simpatizzavano e sostenevano i moti insurrezionali e gli attentati ai regnanti. Riuscì, però, in breve tempo a prendere coscienza dei gravi limiti dell’estremismo di allora. Il suo successivo impegno, negli studi e nella carriera scolastica e universitaria, fu finalizzato soprattutto a ricostruire ‘un piccolo nido’ per quella famiglia Pascoli che la sventura aveva disperso ai quattro venti. Lavorò incessantemente, scrisse versi eterni, aiutò fino in fondo i suoi familiari; continuando, però, a sostenere la causa dell’emancipazione popolare, con articoli, prese di posizione, grandi conferenze… accettando, persino, di presentarsi come candidato in numerose competizioni elettorali… a volte anche in liste moderate se a lui sembrava giusto: perché quello che rifiutò sempre, dopo le vicende giovanili, fu qualsiasi limitazione alla sua autonomia, alla sua indipendenza di giudizio e di ricerca politica.
Ma non ci sono ormai più dubbi: l’iniziazione politica del Pascoli avvenne proprio a Rimini, sul versante anarchicorepubblicano- socialista.
Nella nostra città, la famiglia Pascoli scampata alle disgrazie, e composta ormai da ragazzi (Giacomo, Giovanni, Raffaele, Giuseppe, Ida e Maria), vivrà dal 1871 al 1873, consigliata e seguita dallo zio Morri. A Rimini, Giovanni frequenterà la seconda Liceo, in via Gambalunga, dove oggi c’è la grande biblioteca comunale (in cui è possibile prendere in visione le copie de “Il Nettuno”, il periodico diretto da Francolini, che ospiterà nel 1878 la poesia La morte del ricco, scritta da un Pascoli giovane rivoluzionario). Sono gli anni cruciali per la nascita dei nuovi movimenti anarchici e socialisti; e proprio a Rimini si terrà, nell’agosto del 1972, il primo Congresso dell’Internazionale anarchica. Il Pascoli, poi tornò a Rimini, a varie riprese, ai tempi dello ‘sbandamento’ universitario, in cerca di soldi e di amici.













